mercoledì 18 dicembre 2013

Regalini di Natale... "Mele essiccate"

L'essiccazione, è uno dei metodi più antichi conosciuti ed utilizzati dall'uomo, per la conservazione degli alimenti. Lo scopo è quello di eliminare l'acqua in essi contenuta, per bloccare la proliferazione batterica. Questo metodo veniva utilizzato già dagli antichi egizi, per conservare frutta, verdura, erbe e spezie. 
Tra i vantaggi di questa procedura, c'è anche quello di ridurre il volume dell'alimento essiccato, per poterlo stoccare più agevolmente, e quello di poter avere a disposizione alimenti fuori stagione.
Il metodo migliore di sottrazione dell'acqua dagli alimenti a scopo conservativo, però, è la liofilizzazione, perché permette di mantenere praticamente intatte le caratteristiche organolettiche del prodotto. Ma è una procedura piuttosto costosa, e non è praticabile in ambiente domestico... Il procedimento avviene attraverso la sublimazione, che è quel processo in cui un composto passa dallo stato solido a quello aeriforme, senza passare da quello liquido.
Era da parecchio tempo che desideravo l'essiccatoio... così, un po' di mesi fa, e dopo prolungate ricerche, mi sono fatta un bel regalo! Finora, ho utilizzato il mio auto-regalo per essiccare funghi e le verdure per preparare il brodo granulare vegetale (prossimamente on line!). In questo periodo avevo voglia di provare  le mele essiccate, e di regalarne un po' per Natale... Sono buone e sane, e se avete voglia di dolce, queste la soddisfano senza fare danni!
Tranquilli, se non avete l'essiccatoio, potete usare il forno!




Ingredienti per circa 150-200 g di prodotto finale

1,5 Kg di mele Fuji* (al netto degli scarti)
4-5 cucchiai di succo di limone
acqua fredda q.b.

*Ho scelto le mele Fuji, perché sono dolci e croccanti, e le ho trovate perfette per questo utilizzo.

Ad essiccazione terminata, si otterrà  un 10-15% del peso iniziale.
Versare il succo di limone e un litro, un litro e mezzo di acqua fredda in una ciotola capiente. Lavare le mele, eliminare il torsolo con l'apposito attrezzo, poi ricavare delle fette di 6-8 mm di spessore, che vanno immerse immediatamente nell'acqua e limone, per evitarne l'ossidazione. 




Scaldare il forno a 65-70°C, sgocciolare le mele e disporle sopra ad una teglia rivestita con carta forno, in un unico strato, e tenendo lo sportello del forno socchiuso. Girare a metà procedimento. Disidratare le mele per 5-6 ore (dipende dallo spessore delle fette). A fine essiccatura, le fette dovranno risultare piuttosto flessibili. 
Con l'essiccatoio, procedete secondo le istruzioni del costruttore. Io ho posizionato le fette sugli appositi cestelli, senza sovrapporle, ed ho impostato la temperatura a 70°C, e il timer a 6 ore.



Trascorse le 6 ore, ho controllato le mele e ho proseguito la "cottura" per altri 45 minuti circa. Generalmente, la frutta va essiccata a circa 70°C. Il tempo varia in base alla dimensione dei pezzi, e al grado di umidità della frutta.
Le mele così essiccate, si conservano per 4-6 mesi, se ben impacchettate in sacchetti di cellophane per alimenti.



giovedì 5 dicembre 2013

E' scoccata l'ORA DEL paTE'...

L'attesa è finita... è scoccata L'ORA DEL paTE'!!!
Dalla mente geniale di Alessandra Gennaro, con le meravigliose illustrazioni di Roberta Sapino e le stupende fotografie di Sabrina de Polo
144 pagine che renderanno il vostro Natale sicuramente più buono... 
e con 18 euro, sosterrete la Fondazione "aiutare i bambini"
Tutto questo, è stato possibile grazie alla casa editrice Sagep di Genova

Troverete anche una mia ricetta a pag. 80: la "Rillette di sgombro" 


Con questo libro, la community dell'MTChallenge sostiene il progetto “cuore di bimbi”,della Fondazione“aiutare i bambini”: nata nel 2000, per iniziativa dell'ingegner Goffredo Modena, la fondazione si propone di  dare un aiuto ai bambini poveri, ammalati, senza istruzione, che hanno subito violenze fisiche o morali e garantire loro l'opportunità e la speranza di una vita degna di una persona, nel mondo e in Italia. Sono 71 i Paesi del Mondo in cui  la Fondazione interviene, realizzando progetti mirati, concreti, nati per rispondere a emergenze reali e portati avanti con abnegazione, serietà e competenza. Fra questi, appunto, c'è “cuore di bimbi”, attivo dal 2005 in 10 Paesi, che ha permesso ad oggi di salvare la vita a 857 bambini altrimenti condannati da gravi cardiopatie congenite, con esiti spesso letali.
La Fondazione opera nella più assoluta trasparenza, nella convinzione che sia doveroso certificare  ogni voce con la massima chiarezza, in un dialogo continuo che unisce chi è desideroso di fare del bene con chi ha la possibilità di farlo in modo concreto, rispettoso e consapevole di muovere nella stessa direzione: quella dell'aiuto alle tante vittime di questo mondo, rese ancora più indifese dall'essere bambini.
Da oggi, anche noi remiamo con Goffredo, con Sara e con gli oltre mille volontari sparsi sul territorio italiano - e lo facciamo con questo libro che è il primo tassello di quella che ci auguriamo possa essere una collaborazione duratura e proficua

“Tutte le copie de L' ORA DEL paTE' contribuiscono alla campagna “cuore di bimbi”, in base ad un progetto che è nato contemporaneamente al libro e si è sviluppato in parallelo: potete trovarle in tutte le librerie d'Italia, su amazon e su Ibs, sul sito della casa editrice e, soprattutto, sul sito della onlus, a questo indirizzo http://www.aiutareibambini.it/oradelpate.”

mercoledì 4 dicembre 2013

Torta di nocciole delle Langhe, senza farina

In famiglia è risaputo.. adoro le nocciole! Sono uno dei miei snack da divano preferiti, soprattutto quando sono buone come quelle delle Langhe. Se amate le nocciole, non potete perdervi questa torta!
La ricetta l'ho avuta in dono da una gentile signora langarola, dopo averla gustata nel suo delizioso B&B a La Morra la scorsa primavera. Ho diminuito lo zucchero (come al solito), ma questa è un po' una mia fissazione... La torta rimane leggermente umida ed è semplice e meravigliosa, come la terra in cui è nata... Si prepara in un baleno ed è naturalmente gluten free (controllare le etichette!).

Ingredienti per uno stampo di 20 cm (o 22, se la volete più bassa)

200 g di nocciole delle Langhe, pelate e tostate
1 uovo intero e 2 albumi
140 g di zucchero semolato
50 g di burro morbido
un pizzico di sale 
farina bianca (o farina di riso) e burro per lo stampo

Preriscaldare il forno a 180°C. Tritare le nocciole con 70 g di zucchero. In una ciotola capiente, sbattere l'uovo intero con gli altri 70 g di zucchero, per qualche minuto. Aggiungere il burro, mescolando finché sarà ben amalgamato, poi unire anche le nocciole. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale, unirne una cucchiaiata (o due) al composto di nocciole, per ammorbidirlo. Unire il resto degli albumi, gradualmente e delicatamente, mescolando dal basso verso l'alto, con un cucchiaio di legno. Versare l'impasto nello stampo, precedentemente imburrato ed infarinato (per i celiaci, usare la farina di riso), ed infornare per 35-40 minuti (fare la prova stecchino). Sfornare, e dopo10-15 minuti, togliere la torta dallo stampo e far raffreddare su una gratella per torte. 


giovedì 14 novembre 2013

La "Apple Pie" di Martha Stewart, per lo Starbook Redone

Io adoro i dolci con le mele. Da bambina, quando mia mamma mi domandava che torta volessi per il mio compleanno, ripetevo sempre: "Torta con le mele". Lei sapeva benissimo che la risposta sarebbe stata quella! Crescendo, e iniziando a cucinare, ho imparato ad apprezzare anche altri dolci, e a variare la scelta per la torta di compleanno... Ma i dolci con le mele, rimarranno sempre sul gradino più alto del podio, nella mia personalissima classifica :-)
Capirete bene, che non avrei mai potuto resistere dal provare un torta con tantissime mele, avvolte da una crosta croccante, come quella che si trova sul meraviglioso libro di Martha Stewart - Martha's American Food, che, con le amiche dello Starbooks, abbiamo testato nel mese di Ottobre dello scorso anno. La dolce Roby, aveva provato la ricetta di questa torta con grande soddisfazione. Io sono totalmente d'accordo con lei, così come chi l'ha provata... Mio cognato (americano, e con una certa esperienza in apple pie), mangerebbe tutta la crosta da solo :-)
Le mele più adatte per questa pie, che si trovano anche in Italia, sono le Granny Smith, ed io ho sempre usato quelle, tranne la volta in cui sono riuscita a fotografare la torta... Avevo delle mele che mi aveva dato mio papà, ed erano da consumare, ma hanno rilasciato un po' troppo liquido in cottura... Quindi, usate le Granny smith! 
La prima volta che ho preparato questa Apple pie, ho fatto un disastro nel forno... vi basti sapere, che ho dovuto utilizzare la funzione pirolisi, per eliminare le tracce... Quindi, per "contenere" le mele, che sono tante, vi consiglio di utilizzare uno stampo alto almeno 5-6 cm e con il bordo largo, su cui si andrà ad appoggiare il bordo della torta. Io mi sono comprata il classico stampo da pie (in realtà ne ho comprato più di uno!) su Amazon.co.uk, che potete vedere qui: è comodissimo e non costa molto :-) 
Questa torta partecipa allo Starbook Redone (fuori concorso). Volete partecipare anche voi....? Andate leggere come fare... C'è un bellissimo premio in palio :-)






Mile –high apple pie 

Ingredienti per uno stampo di 23 cm (il mio è di 26 cm)

Per l'impasto:

450 g di farina 00
1 cucchiaino e mezzo di sale
1 cucchiaio e mezzo di zucchero
340 g di burro a pezzetti
Da 125 a 190  ml acqua gelata 

Per l'impasto, mettere la farina, il sale e lo zucchero in un robot da cucina ed azionare la funzione pulse, per mischiare. Aggiungere il burro a pezzetti ed azionare ancora il robot, fino ad ottenere un composto bricioloso, ci vorranno 10 secondi circa. Potete anche fare tutto con le mani, ma con il robot è molto più semplice! Versare i primi 125 ml d'acqua, a pioggia, sul composto. Azionare il pulse finché il composto inizia a stare insieme (non deve essere né asciutto né bagnato). Se il composto dovesse essere troppo asciutto, unire la rimanente acqua, un cucchiaio alla volta, azionando il robot.
Dividere l'impasto in due parti disuguali, una grossa all'incirca il doppio dell'altra. Con il matterello, stendere l'impasto ,più piccolo in un disco di circa 31 cm di diametro, allo spessore di 3 mm circa, infarinando la superficie per evitare che si attacchi, se necessario, eliminando poi la farina in eccesso. Foderare lo stampo con il disco e ritagliare l'impasto in eccesso, che va conservato. Coprire con pellicola per alimenti e mettere in frigorifero per 30 minuti circa.
Nel frattempo, stendere l'impasto rimanente in un disco di 36 cm circa, sempre allo spessore di 3 mm, coprirlo con la pellicola e mettere anch'esso in frigorifero, per 30 minuti.

Per il ripieno:

30 g di farina 00
16 mele Granny smith (io ne ho usate 12)
Il succo di 2 limoni
190 g di zucchero più quello per spolverare
2 cucchiaini di cannella in polvere
3 cucchiai di burro, a pezzetti
1 uovo grande 
2 cucchiai di acqua


Preriscaldare il forno a 230°C. Sbucciare le mele e tagliarle in spicchi sottili. Trasferitele in una ciotola capiente e versateci sopra il succo di limone, per evitare l'annerimento. In un'altra piccola ciotola, mettere la farina, lo zucchero e la cannella, mescolare e aggiungere alle mele, facendo in modo che il mix si distribuisca uniformemente e rivesta le mele.
Prendere l'altro disco dal frigorifero, riempire lo stampo con le mele, distribuendole in alti mucchietti. Distribuire i pezzetti di burro sopra alle mele. Mischiare il rosso d'uovo con l'acqua e spennellarlo sul bordo dell'impasto. Posizionare il secondo disco al centro, sopra le mele, eliminando l'impasto in eccesso, se necessario. Ripiegare il bordo dell'impasto su quello del disco inferiore, e sigillare, premendo dolcemente, arricciando i bordi, se volete.
Con un coltellino, praticare dei tagli sul disco, che permetteranno la fuoriuscita del vapore durante la cottura. Volendo, si può decorare la torta con i ritagli dell'impasto, ricavando delle foglie, ad esempio, che vanno incollate con un goccio d'acqua. Spennellare la superficie con l'uovo e cospargere con lo zucchero. Posizionare sulla teglia del forno, e cuocere per 10 minuti (la crosta comincerà a dorarsi). Abbassare la temperatura a 175°C, girare la torta, e proseguire la cottura finché la superficie sarà ben dorata, per circa 1 e ¼. Se durante la cottura la crosta tende a scurirsi troppo, copritela con un foglio di carta alluminio. Trasferire su una gratella per dolci (io l'ho lasciata nello stampo, per evitare danni), far raffreddare, e servire con del gelato se vi fa piacere.
Questa torta è uno spettacolo!!!


martedì 5 novembre 2013

"Torta alle pere e mandorle con streusel" per lo Starbooks e per i miei 42 anni...



Questa è una torta fantastica! Perfetta da preparare nella stagione autunnale, il periodo in cui maturano le pere, e se ne trovano di buonissime. L'autrice del libro Delia's Cakes, la merqavigliosa Delia Smith, ama servire questa torta con una doppia panna del Jersey. Per me, anche una crema inglese alla vaniglia sarebbe perfetta e, perché no, anche una al cioccolato. Il connubio pere-cioccolato è sempre vincente!
Io l'ho provata "nature" e vi garantisco che è stupenda anche così!!!
La ricetta è semplice e piuttosto veloce da preparare... di quelle che vi faranno fare bella figura, senza impegnarvi a lungo in cucina. Ottima anche per un invito (quasi) dell'ultimo minuto.
Con questa torta festeggio i miei 42 anni :-)
 

tra parentesi e/o in corsivo le mie note
Pear and Almond Cake with Streusel Topping
Da Delia's cake - Hodder & Stoughton Ltd -  Pear & Almond cake with streusel topping
 
Ingredienti per 6-8 persone
 
Per la torta
110 g di farina autolievitante*
1 cucchiaio raso di lievito in polvere per dolci
50 g di burro morbido
 50 g di zucchero di canna fine
50 g di mandorle macinate (o farina di mandorle)
1 uovo grande
poche gocce di essenza pura di mandorle  
un pizzico di sale
3 cucchiai di latte
2 pere mature (io ho usate le Williams bianche), sbucciate, senza torsolo, tagliate in quarti, e ogni quarto tagliato in tre fette
Per la copertura
50 g di burro fuso
75 g di farina autolievitante
50g di zucchero demerara (zucchero di canna grosso)
40 g di mandorle a lamelle
zucchero a velo, per spolverare

Uno stampo tipo pan di spagna (con fondo amovibile) da 20 cm di diametro, leggermente imburrato, con la base foderata con carta forno. 
Io ne ho utilizzato uno antiaderente e privo di fondo amovibile, senza problemi ;-)
*In Italia la farina auto-lievitante non è molto diffusa, ma si può tranquillamente preparare in casa. Da un po' di tempo seguo il "metodo Mapi": setaccio insieme 500g di farina bianca 00 o 0 e una bustina di lievito per dolci, e conservo tutto in una scatola, pronta all'uso.

Preriscaldare il forno a 200°C - gas mark 6
Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente, tenendo il setaccio abbastanza alto rispetto alla ciotola, in modo da arieggiare bene la farina, poi unire tutti gli altri ingredienti, tranne le pere. Lavorare il composto ottenuto con una frusta elettrica, per circa 1 minuto, fino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa. Versare il composto, a cucchiaiate, nello stampo imburrato, e livellarlo con il dorso di un cucchiaio. Disporre le pere sopra al composto formando un cerchio e riempiendo anche il centro.
Per preparare la copertura, mischiare la farina e lo zucchero in una ciotola, poi unire il burro fuso e, aiutandovi con una forchetta, formare delle grosse briciole (streusel). Unire anche le mandorle a lamelle, mescolando. Cospargere lo streusel sopra le pere ed infornare per 45 minuti circa. Dopo 20-25 minuti, io ho coperto la superficie con un foglio d'alluminio, perché iniziava a colorirsi troppo e temevo potesse bruciare, quindi controllate la torta, ogni tanto!
Lasciar raffreddare la torta nello stampo per 20 minuti, prima di sformarla, passando una spatola lungo i bordi, se necessario (nel mio caso non è servito, perché la torta si è staccata dallo stampo senza problemi). Se utilizzerete uno stampo dal fondo amovibile, posizionare la base dello stampo sopra ad un barattolo capovolto e togliere delicatamente l'anello, facendolo scendere verso il basso. Con l'aiuto di una paletta far scivolare la torta su una gratella e lasciar raffreddare. Poco prima di servire, spolverare la superficie con lo zucchero a velo.
L'utilizzo del burro fuso - non a dadini come ho sempre trovato in altre ricette per lo streusel - oltre ad essere un metodo più veloce e pratico, permette di ottenere delle briciole di consistenza migliore, il burro si amalgama meglio agli altri ingredienti e, al mio palato, questa copertura ha dato molta più soddisfazione...
Le dosi, i procedimenti e l'equilibrio del gusto di questa torta sono perfetti. Il croccante della copertura accoglie il morbido delle pere e, come in tutti i dolci che provocano sensazioni irresistibili, vi verrà voglia di mangiarne subito un'altra fetta!!!
 




martedì 22 ottobre 2013

Uova alla Benedict, con zabaione agli spinaci, crema di zucca, miele e arancia e prosciutto affumicato per l'MTC di Ottobre 2013

Non ho mai (ancora) viaggiato in America, cioè, fisicamente non ci sono mai stata, ma di viaggi "fantastici" ne ho fatti parecchi negli States, fin da bambina, sognando di andarci il prima possibile. Ma questo non è successo e tra non molto ci sarà il mio compleanno... Amore, recepito il messaggio...?!? Qualche occasione l'ho avuta, ma senza che si concretizzasse. Ho un cognato americano, di San Francisco. Mia sorella maggiore passa l'estate dalla suocera, insieme a mio nipote, che tra summer camps & co si diverte da matti. Loro di colazioni americane ne hanno fatte parecchie, io nessuna! Però ho fatto parecchie "colazioni alla tedesca" con Oliver. E' grazie a lui che ho iniziato ad apprezzare il cibo salato anche alla mattina. Non nella vita di tutti i giorni, visto che mi alzo molto presto, e non appena sveglia perché ho lo stomaco chiuso! Ma il sabato o la domenica sì, e mi piace parecchio. Trovo che questo sia un risveglio in totale relax, sereno e goloso! Senza sveglie che mi fanno saltare giù dal letto per recarmi al lavoro... 
Così, quando Roberta del blog La valigia sul letto, dopo aver vinto l'MTC di Settembre (con i suoi plin), ha deciso di proporre la Colazione americana con le Eggs Benedict, ero felice, curiosa e felice di viaggiare verso gli USA. Da qualche parte si deve pur iniziare!!!
Prima novità per me, gli english muffin, che conoscevo già, ma solo "di vista". Mai mangiati e mai preparati. Questa era l'occasione giusta per farlo, ma con una piccola aggiunta, il pepe macinato nell'impasto, per dargli più carattere. Le uova alla Benedict vengono tradizionalmente servite con la salsa olandese. Io ho deciso di servirle con uno zabaione salato agli spinaci. L'accostamento mi piace e ricordavo di averlo visto sul bellissimo libro del maestro Michel Roux- Uova. 
Per accompagnare le uova ho pensato al prosciutto cotto affumicato, è delizioso e va d'accordo con tutti gli altri protagonisti della colazione :-). 
La protagonista dolce è stata una crema di zucca, arancia e miele di castagno... Halloween si avvicina! Chiude il cerchio la spremuta di arance e clementine, con un pizzico di zenzero.
Dimenticavo... più che una colazione, quella di domenica è stata quasi una merenda, visto che, tra una preparazione e l'altra, abbiamo fatto "colazione" alle 14... Nell'attesa, Oliver si era già spazzolato la metà degli English muffin!!! ..
E poi chiamano Fast food il cibo americano...





Ingredienti e procedimento per due colazioni

Per gli English muffin (vi riporto la ricetta di Roberta, con dosi dimezzate)


225 g di farina forte per pane 
115 ml latte
25 ml di acqua
3 g lievito di birra secco
1 cucchiaini di zucchero
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino da caffè di pepe nero (o bianco), macinato al momento (mia aggiunta)

"In un pentolino, unite il latte e l'acqua e fate intiepidire a fuoco dolce. Versate il lievito nel liquido insieme ai due cucchiaini di zucchero, Mescolate rapidamente con una forchetta o una piccola frusta per far sciogliere il lievito e lasciate riposare per una decina di minuti, finche' in superficie si sara' formato un sottile strato di schiuma. 
Setacciate la farina in una terrina e versate nel centro il liquido con il lievito, mescolando dapprima con una forchetta e poi con le mani, incorporando a poco a poco la farina fino a che avrete un impasto non troppo sodo. Versate l'impasto sul piano di lavoro infarinato e incorporate a questo punto il sale. Impastate energicamente per almeno dieci minuti, unendo pochissima altra farina se dovesse risultare troppo appiccicoso. Alla fine dovrete ottenere un panetto liscio e vellutato come il culetto  la gota di un bambino. Ungete una di burro una capace ciotola, rotolateci dentro il panetto e ponete a lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora o finche' non sara' raddoppiato di volume.
Rovesciate nuovamente l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e appiattitelo con le mani, facendo uscire tutta l'aria, fino ad uno spessore di circa 1,5 cm, ma non di piu'.
Con un taglia biscotti di 7,5 cm di diametro, ricavate dei dischi di pasta che metterete su una placca da forno infarinata. Rimpastate i ritagli e ricavate altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Lasciate riposare i muffins per 15/20 minuti, coperti da un panno o da un'altra teglia rovesciata.
Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente a fondo spesso o, ancora meglio, in ghisa.
Disponeteci 4 muffins alla volta, riducete la fiamma e fateli cuocere per 4 o 5 minuti per ogni lato. 
Devono rimanere molto soffici e non seccarsi, ma se avete l'impressione che non si siano ben cotti all'interno o sui bordi, potete trasferirli in forno a 180 gradi e farli cuocere per altri 3 o 4 minuti."
Grazie Roberta, ricetta perfetta!





Per le uova in camicia 

4 uova 
 cucchiai di aceto di vino bianco
acqua q.b.

Per la cottura, ho seguito il metodo di Michel Roux (mi ha aperto un mondo sulle uova!) 
Riempire d'acqua a metà una casseruola capiente, e profonda dieci cm. Aggiungere l'aceto e portare ad ebollizione. Non salare l'acqua. Il sale non fa rapprendere l'albume che si riempie di forellini. Sgusciare l'uovo in una ciotolina e versarlo delicatamente nell'acqua in ebollizione. Fare lo stesso con le altre uova, ma non cuocerne più di 4 alla volta. Cuocere per 1 minuto e ½ circa (dipende dalla grandezza delle uova). Con una schiumarola, prelevare il primo uovo dall'acqua e controllarne la cottura, premendo leggermente con un dito. Se la cottura è quella desiderata, servire subito l'uovo, oppure raffreddarlo in una ciotola d'acqua ghiacciata. per 10 minuti. Le uova cotte si possono conservare nell'acqua fredda, in frigorifero, fino a due giorni. Con un coltellino, rifilare le uova per dargli una forma omogenea.




Per la crema di zucca 

150 g di zucca (di una varietà adatta per dolci), al netto degli scarti
50-60 ml di succo d'arancia
20 g di zucchero di canna (la quantità di zucchero dipende dal tipo di zucca e dalla dolcezza delle arance)
1 cucchiaio di miele di castagno
1 cucchiaio di semi di zucca
½ cucchiaio di zucchero semolato
100 ml di panna fresca
scorza d'arance candite, a piacere

Tagliare la zucca a dadini. Versare il succo d'arancia in un pentolino insieme allo zucchero di canna e portare ad ebollizione. Aggiungere la zucca e cuocere per 10 minuti circa, poi frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea. Unire il miele di castagno e lasciar raffreddare. Nel frattempo mettere i semi di zucca e lo zucchero semolato in un pentolino d'acciaio inox, tostare i semi finché lo zucchero si caramella leggermente. Trasferire immediatamente su un foglio di carta forno, separando i semi tra di loro e lasciar raffreddare. Montare la panna ben ferma, mischiarne un cucchiaio alla purea di zucca e mescolare per ammorbidire il composto, poi unire il resto della panna, mescolando delicatamente e dal basso verso l'alto. Riporre in frigorifero. Al al momento di servire, cospargere con i semi di zucca caramellati (sono una droga!) e l'arancia candita). La ricetta di questa deliziosa crema, l'ho trovata su un opuscolo di un supermercato, a cui ho apportato qualche piccola modifica.



Spremere delle arance e delle clementine in uguale quantità, unire dello zenzero in polvere (quantità a piacere) e mescolare bene.

Per lo zabaione agli spinaci (da una ricetta di Michel Roux - Uova)

150 g di spinacini
2 tuorlo
40 g di burro a dadini
sale e pepe macinato al momento

la dose va bene per 4 persone, ho preferito così perché temevo che, con un solo tuorlo, avrei avuto problemi nella lavorazione lavorazione.

Lavare gli spinacini e scolarli bene. Versare 50 ml d'acqua in un pentolino, con un pizzico di sale, e portare ad ebollizione. Immergervi gli spinaci e cuocerli per un minuto. Trasferire tutto nel bicchiere del frullatore ed azionarlo per 1 minuto. Filtrare la purea in una ciotola, attraverso un colino a maglie strette. Appoggiare la ciotola su un'altra riempita di ghiaccio, per far raffreddare velocemente la purea.
Riempire per due terzi una pentola (abbastanza grande da contenere una ciotola dal fondo bombato - bastardella) di acqua calda e metterla su fuoco dolce. Versare la purea di spinaci nella bastardella e metterla sulla pentola. Unire i tuorli, mescolando con una frusta. Sbattere ininterrottamente il composto per 8-10 minuti, montandolo a nastro. Quando la temperatura raggiunge i 70°C, lo zabaione è pronto. Togliere la bastardella dalla pentola, unire il burro a dadini poco alla volta, ottenendo un composto lucido. Aggiustare di sale e pepe e servire subito.
Passare sulla piastra calda una fetta spessa circa ½ cm di prosciutto cotto affumicato (Praga). Porzionare e servire insieme alle uova.

Comporre il piatto. Tagliare i muffin a metà e tostarli in una padella antiaderente. Appoggiarci sopra le uova in camicia, versare lo zabaione sopra alle uova, mettere anche il prosciutto caldo, la crema fredda, la spremuta di agrumi e servire subito. 
Buona colazione!!!

Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di Ottobre 2013

lunedì 21 ottobre 2013

A Trio of Biscotti

  
Questi deliziosi biscotti di Paul Hollywood, si trovano nella capitolo dei pani continentali
Dall'introduzione alla ricetta del libro Bread, l'autore spiega che questi biscotti nascono nel 13 ° secolo. L'impasto viene cotto in un filoncino, poi tagliato a fette e cotto di nuovo in modo da asciugarlo e renderlo croccante, da qui il nome di biscotti, che significa "cotto due volte" (ma questo lo sapevate già, vero?) Ci sono molti modi diversi per insaporire i biscotti. Deliziosi con  il tè o il caffè, e tradizionalmente immersi nel Vin Santo o in un vino dolce. Queste sono tre delle varianti preferite da Paul Hollywood. Io ho preparato la versione con pistacchi e mirtilli rossi, e quella con cioccolato, mandorle e arancia.

 
A Trio of Biscotti
da Paul Hollywod's Bread di Paul Hollywood
 
Ingredienti per 15-20 biscotti


Per l'impasto base
250 g di farina bianca, più quella per spolverare, più 30 g per la versione al cioccolato

½ cucchiaino da tè di lievito (per dolci)250 g di zucchero semolato
2-3 uova medie, sbattute
 
Per la versione ai mirtilli rossi e pistacchio
220 g di pistacchi sgusciati (non salati)
125 g di mirtilli rossi (cranberries)
la scorza di un limone (biologico), grattugiata finemente
Per la versione alle nocciole e datteri
200 g di nocciole sgusciate
125 di datteri snocciolati
la scorza di un limone (biologico), grattugiata finemente
Per la versione al cioccolato, mandorle e arancia
50 g di cioccolato fondente di buona qualità
135 g di mandorle pelate (per un mio errore di traduzione le ho tostate, forse è pure meglio)
50 g di gocce di cioccolato (fondente)
la scorza di un'arancia (biologica), grattugiata finemente
½ cucchiaino da tè di estratto di vaniglia (per me i semi di mezzo baccello)
Riscaldare il forno a 140°C. Se avete un forno statico, che 
è la scelta migliore per questa ricetta, vanno bene 160°C. Foderare una teglia con carta da forno o con un foglio di silicone, anche se la teglia è antiaderente. Mescolare farina, lievito e zucchero in una ciotola. Incorporate le uova sbattute, un po 'alla volta, assicurandosi che ogni aggiunta si sia ben incorporata prima di aggiungere la successiva. Continuate fino ad avere un impasto sodo, Può non essere necessario aggiungere tutte le uova, perché l'impasto non deve essere appiccicoso. Se state facendo i biscotti al cioccolato, aggiungete anche la parte in più di farina, e prestare attenzione alla quantità di uovo che si aggiunge, perché il cioccolato fuso renderà l'impasto più appiccicoso.
 
Adesso è il momento di aggiungere gli aromi preferiti. Le quantità indicate sono sufficienti per aromatizzare un'intera dose di impasto. 
Per i biscotti al pistacchio e mirtilli rossi, tritare grossolanamente il pistacchio e i mirtilli, ed aggiungerli all'impasto insieme alla scorza di limone (io non li ho tritati, mi piaceva l'idea di sentirli di più al morso...). Mischiare gli ingredienti all'impasto con le mani, finché saranno uniformemente incorporati.
 
Per i biscotti alle nocciole e datteri, tritare grossolanamente le nocciole, tenendone qualcuna intera. Tritare grossolanamente anche i datteri ed unire tutto all'impasto insieme alla scorza di limone, usando le mani, finché saranno ben amalgamati.
 
Per i biscotti al cioccolato, mandorle e arancia, sciogliere il cioccolato in una ciotola a bagnomaria (io nel microonde), poi farlo intiepidire. Tritare grossolanamente le mandorle (in questo caso ho tritato le mandorle, sono decisamente più grandi dei pistacchi!). Unire il cioccolato fuso all'impasto, finché si sarà amalgamato uniformemente, in modo da ottenere un composto sodo. Unire le mandorle, le gocce di cioccolato, la scorza d'arancia e la vaniglia. Unire gli ingredienti all'impasto con le mani finché saranno ben amalgamati.
Dopo aver aggiunto gli aromi,  lavorare l'impasto su una superficie infarinata, delicatamente, poi dividerlo a metà e formare due lunghi rotoli del diametro di circa 4 cm ciascuno. Trasferirli su una teglia foderata con carta forno, distanziandoli 5 cm uno dall'altro, perché l'impasto si allargherà leggermente in cottura. Infornare per 30-35 minuti.
Far raffreddare i rotoli per 10 minuti (anche 15) lasciandoli sulla teglia, in modo che si rassodino un po', poi metterli su un tagliere. Tagliarli diagonalmente in fette di 2-3 cm di spessore, posizionarle sulla teglia (ve ne servirà una in più), con il lato tagliato verso l'alto. 

Rimettere in forno per altri 20-30 minuti o finché i biscotti saranno asciutti al centro, girandoli a metà cottura. Trasferirli su una gratella e lasciarli raffreddare completamente. Questi biscotti si conservano bene in un contenitore a chiusura ermetica per diverso tempo.

Note personali

Ottima ricetta, e di semplice esecuzione, se si fa attenzione alla consistenza dell'impasto durante la lavorazione. E' importante, come sottolinea Paul, aggiungere le uova poco per volta. Quando l'impasto sta insieme, ed è sodo e non appiccicoso, fermatevi.

mercoledì 9 ottobre 2013

Ciabatta per lo Starbooks

La "ciabatta" è un pane che piace molto in casa mia, ma io non l'avevo mai preparato, forse intimidita dall'idratazione di questo pane, che arriva al 75%, e dalla difficoltà di alcuni passaggi. Infatti, nell'introduzione alla ricetta, l'autore scrive che la ciabatta è una gioia da mangiare e da preparare, ma che l'impasto è difficile da gestire, perché bisogna riuscire a mantenerlo leggero. E' necessario impastare a lungo per cui, l'uso di un'impastatrice, è fortemente consigliato. Il contenitore oliato, aiuta a mantenere la forma e a far crescere il composto verso l'alto.
Nella ricetta che ho seguito viene utilizzata solo farina forte e bisogna preparare prima una biga (che deve lievitare per alcune ore), questo potrebbe giustificare l'utilizzo di sola farina forte. Ma la quantità di lievito può essere, a mio parere, diminuita, aumentando i tempi di riposo. Il pane sarà ancora più buono e profumato. La ricetta è arricchita da un'utilissima sequenza fotografica, che è molto preziosa per capire meglio i diversi passaggi della lavorazione.
Ho preparato queste ciabatte due volte in tre giorni, perché mi sono piaciute, e perché, 
al primo tentativo,  avevo utilizzato un contenitore di vetro, ben oliato, e l'impasto si era staccato con molta fatica, perdendo molti dei gas della lievitazione... Al secondo tentativo, con un contenitore di plastica (come scrive Paul nella ricetta), è stato più semplice. Ma in entrambi i casi, l'impasto tolto dal contenitore di plastica dopo la seconda lievitazione, aveva una consistenza molto più morbida di quello visto sul libro, e dopo la cottura, l'alveolatura era meno evidente.
 
 
 
Ciabatta
da Bread di Paul Hollywood
Ingredienti per 2 ciabatte
 
400 g di farina bianca forte (tipo Manitoba) più quella per lo spolvero
7 g di lievito di birra secco
300 ml di acqua fredda 
2 cucchiai di olio d'oliva (extravergine), più quello per oliare 
7 g di sale
semola di grano duro per lo spolvero
 
Unire metà della farina e metà del lievito con metà dell'acqua in una ciotola. Miscelare bene con un cucchiaio di legno, ottenendo una pastella densa. Coprire e lasciar lievitare per almeno 6 ore a temperatura ambiente (io ho messo tutto nel forno spento). Questo preimpasto (biga) dona un buon sapore al pane. 
Rovesciare l'impasto in un robot da cucina dotato di un gancio per impastare. Aggiungere il resto della farina il lievito e il sale (non metterlo in cima al lievito). Aggiungere l'olio e l'acqua rimanente e mescolare per 10-15 minuti, fino a quando l'impasto è filante e morbido. Dovreste essere in grado di allungare un pezzo di impasto fino a 30 cm.
Rovesciare l'impasto in un contenitore di plastica quadrato - da 12 cm di lato e 12 di altezza-  da 3 litri di capacità, ben oliato. Chiudere con il coperchio, anch'esso oliato. Lasciar gonfiare l'impasto finchè non ha raggiunto il coperchio, ci vorranno 1-2 ore circa (per il mio sono state necessarie più d 2 ore a 21°C).
Spolverare abbondantemente una superficie di lavoro con un mix di metà semola e metà farina. Spolverare anche una teglia da forno antiaderente oppure rivestirla con carta forno. Rovesciare delicatamente l'impasto sulla superficie infarinata e tagliarlo in due parti uguali con un coltello infarinato, tenendo più aria possibile all'interno dell'impasto. Tenendo ogni pezzo per le estremità, allungarlo delicatamente dandogli la forma allungata della ciabatta, sollevandolo e portandolo sulla teglia mentre lo fate. Spolverare i pani con il mix di farine.
Mettere la teglia in un ampio sacchetto di plastica, e lasciar lievitare ancora 15 minuti. Nel frattempo portare il forno a 220°C.
Infornare i pani e cuocerli per 30 minuti, o finché saranno cresciuti e ben dorati. Trasferire su una gratella e lasciar raffreddare.
Dopo aver provato queste ciabatte, non le comprerete più...!!!









 

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